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Lucera nel 1813 - Pianta Topografica del Carrari


   
 
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Pubblichiamo la “Pianta Topografica della città di Lucera”, realizzata nel 1813 da Gaetano Carrari, regio agrimensore e architetto.
La Lucera del Carrari si caratterizza per l'uso del colore, che trasmette “modernità” e “attualità” all’immagine del regio architetto.
Quello del Carrari è un approccio scientifico alla topografia.
Il suo scopo è rappresentare l’estensione del centro abitato, i nomi delle strade e i monumenti.
E il modo migliore per farlo è adottare la visualizzazione dall’alto, punto di osservazione ancora oggi alla base di tutte le mappe cittadine e dei navigatori satellitari.




Perché oggi è importante l’immagine del Carrari?
L’opera del Carrari è fondamentale per capire innanzitutto la posizione delle mura medievali e dei torrioni, ancora esistenti quando visse l’architetto.
Sono ben rappresentati i palazzi e le strade, gli spazi pubblici e quelli privati, e i giardini e gli orti all’interno delle mura, oggi scomparsi a causa dei successivi interventi edilizi, che però hanno lasciato traccia anche nella toponomastica di Lucera.

Qual è la situazione della città di Lucera del 1813 quando fu immortalata dal Carrari?
Il 1600, a causa delle epidemie e delle carestie, si chiude con una crisi economica con conseguente calo demografico e inattività edilizia.
Due eventi però nei primi decenni del 1700 contribuirono a cambiare la storia della città dando inizio ad un periodo di rinascita economica, edilizia e culturale.
Il primo è il catastrofico terremoto che si verificò il 20 marzo 1731.
Il secondo è la restaurazione del regno di Napoli attuata da Carlo di Borbone a partire dal 1734 che porterà ad una insperata stabilità politica.
La dominazione borbonica e gli ingenti investimenti necessari alla ricostruzione post terremoto porteranno ad una fioritura economica, sociale, culturale e naturalmente edilizia di Lucera.
Venne risistemata piazza Duomo, ristrutturato e ampliato il palazzo vescovile, costruito il tribunale, il convento dei carmelitani, il palazzo Lombardi (statua dei caduti), e molti altri palazzi che ancora oggi esistono in città.
La ricostruzione avvenne a scapito della “castello” che fu usato come cava per trarre i materiali per edificare i nuovi palazzi.