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L'anfiteatro romano
 
L'anfiteatro


   
 
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LUCERA NEL 1813
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L’Anfiteatro fu fatto costruire dal cavaliere Marco Vecilio Campo nel I° sec. a.C..
Era uno dei personaggi più in vista della città dell’epoca e che ambite alle più alte cariche.
Molto probabilmente di famiglia equestre, era prefetto dei fabbri (capo del collegio degli artigiani), tribuno dei soldati (che lo ammetteva di diritto nell’ordine dei Cavalieri), diumviro della amministrazione delle colonie.
L’opera venne realizzata a sue spese, su un fondo di sua proprietà, cingendola con un muro di recinzione, in onore dell’Imperatore Cesare Ottaviano Augusto che aveva designato “Luceria” come "colonia di diritto romano", ossia una delle 28 città italiane che godevano di privilegi, diventando così una città con larga autonomia amministrativa, con propri magistrati, con l’esenzione fiscale e con la possibilità di coniare monete.

L’anfiteatro ha una forma di ellisse, è lungo 131 metri e largo 90, mentre l’arena, più bassa di 9 metri rispetto al piano della campagna circostante, è lunga 75 metri e larga 43.


L'anfiteatro romano di Lucera

Venivano utilizzato principalmente per giochi e battaglie tra gladiatori.
Attualmente la cavea non dispone più dei gradoni in travertino che la percorrevano tutta ed inoltre è andato perduto il muro di cinta che lo cingeva completamente anche e soprattutto a causa di una devastazione che subì nel 663 d.C. ad opera delle truppe di Costante II il quale prese di mira tutto quello che poteva ricordare un imperatore pagano e romano.

Nel 1932, ad opera dell'Architetto Bartoccini, fu riportato alla luce quanto rimasto sepolto per secoli, ed in particolare i due identici portali rinvenuti pressoché intatti perché scampati alle devastazioni e alla depredazioni successive.
   
 
     
             
 
 
 
             
             
           
             
             
             
             
 
Anfiteatro romano di Lucera